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Messina: Maxi truffa sui bonus edilizi, sei arresti e sequestri per 37 milioni di euro

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La guardia di finanza di Messina ha scoperto una maxi truffa sui bonus edilizi e arrestato sei persone, tra cui un medico di Rometta che sfruttava il rapporto di fiducia con i pazienti proponendo loro di accedere ai contributi statali.

Gli arrestati (uno in carcere e cinque ai domiciliari) sono accusati di associazione per delinquere, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, accesso abusivo al sistema informatico, indebita compensazione di debiti fiscali e auto-riciclaggio. Le misure cautelari sono state emesse dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Messina che ha disposto anche il sequestro preventivo di oltre 37 milioni di euro, in parte ancora giacenti sotto forma di crediti sulla relativa piattaforma telematica, pari ai profitti generati attraverso l’attività criminosa.

Le indagini sono partite da una denuncia presentata alle Fiamme Gialle da un cittadino dopo essere stato informato da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate dell’inserimento nel proprio cassetto fiscale di crediti d’imposta per un controvalore di ben 1,3 milioni di euro, riconducibili a lavori di ristrutturazione edilizia in realtà mai eseguiti. I finanzieri hanno avviato i primi accertamenti, scoprendo che le agevolazioni fiscali segnalate riconducibili al superbonus 110%, risultavano cedute tramite la piattaforma cessione crediti dell’Agenzia delle Entrate ad una società di locazione di beni immobili, poi risultata priva di personale e strutture idonee all’esercizio dell’attività. Le successive indagini hanno consentito di ricostruire ulteriori ingenti crediti inseriti nei sistemi informatici da un unico soggetto e ceduti sempre alle medesime società messinesi riconducibili a persone facenti parte di un solo nucleo familiare.

Da quanto emerso l’attività criminale ruotava intorno ad un medico di medicina generale che sfruttando il rapporto di fiducia con i suoi pazienti prospettava loro la possibilità di ottenere i contributi statali per ristrutturare immobili di loro proprietà. A tal fine invitava i pazienti a rilasciargli le loro credenziali SPID così da potere accedere al loro cassetto fiscale, a consegnargli i documenti d’identità, a consentirgli la facoltà di accesso alle caselle di posta elettronica e a conferirgli mandato per la gestione dello smobilizzo dei crediti di imposta conto terzi.

In questo modo il medico, grazie anche al supporto tecnico di un commercialista, operando nei cassetti fiscali degli ignari pazienti cedenti, riusciva a svolgere la procedura istruttoria dell’Agenzia delle Entrate mediante l’apposizione dell’obbligatorio “visto di conformità” per far confluire la cessione del credito d'imposta nella piattaforma web. Il tutto a fronte di lavori mai avviati. I crediti fittizi così creati venivano poi ceduti ad altri soggetti, tra cui quattro società riferibili al medico e a suoi parenti, al fine di consentirne la monetizzazione.

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Questo è un articolo pubblicato il 26-03-2024 alle 12:19 sul giornale del 27 marzo 2024 - 78 letture






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