Raffaela Panico: il Pilates per vivere lentamente il tuo benessere

4' di lettura 18/09/2022 - Una passione nata un po’ per caso, perché nel 2004 danzavo e frequentavo un’accademia di danza a Roma dove tutti i ballerini parlavano di Pilates come un aiuto alle loro performance, oppure quando si facevano male per recuperare dagli infortuni. Così esordisce al nostro incontro Raffaela Panico, sicuramente una pioniera del Pilates a Palermo.

A Roma precisa Raffela- lo facevano soltanto a corpo libero e quei benefici effetti lasciavano in me il desiderio di trasferire queste esperienze nella mia città. Caso volle che, dopo qualche tempo, la mia mamma trovasse un articolo che parlava di una scuola di formazione di Pilates cioè la scuola di Anna Maria Cova che può considerarsi colei che ha fatto conoscere il Pilates in Italia.

“Anna Maria Cova inizia la sua formazione come ballerina classica nella più importante Scuola d'Italia, quella del Teatro alla Scala di Milano. Dedizione, disciplina e talento la portano ad affermarsi come danzatrice professionista nella Compagnia dell’Arena di Verona e la Compagnia Carla Fracci, dove balla i più grandi classici del repertorio coreutico, tra cui uno storico allestimento di Giselle con Rudolf Nureyev al Teatro La Fenice di Venezia. La fervida creatività, l'intelligenza e la curiosità per il nuovo che la caratterizzano, spingono Anna a voler ampliare i suoi orizzonti. New York era il luogo dove cercare di cogliere quelle sfide. Va studiare Pilates da Romana Kryzanowska, allieva diretta e prediletta di Joseph H. Pilates. Da allieva, Anna finisce per scoprire una nuova prospettiva di vita e di lavoro. Tornata in Italia, Anna approfondisce i presupposti teorici dell’opera di J.H. Pilates alla luce degli studi in Fisioterapia che nel frattempo aveva intrapreso. Dal 1989, sviluppa un metodo per insegnare il Pilates combinando la sua esperienza di ballerina classica con le solide basi di anatomia e fisiologia acquisite con gli studi fisioterapici, integrati da due certificazioni sul Metodo Mézière (De Santis - Barbieux) e da numerosi Master Universitari ”.

Nasce così il Metodo CovaTech® Pilates®: il suo approccio consiste in un corretto insegnamento della tecnica originale senza snaturarne i principi fondamentali ma integrandoli in una prospettiva scientifica e attuale. Un viaggio a Milano ed è subito amore, osservando che persone di tutte le età di tutte le fisicità, si allenavano in maniera elegante, rilassata, facendo cose anche impegnative. La domanda è stata? Come mai a Palermo non c’è tutto ciò? Devo assolutamente trasferire queste conoscenze nella mia città e da li parte la mia esperienza (Agorà studio asd) con una preziosa alleata, cioè mia sorella Costanza. Lo studio Pilates non è come la palestra- prosegue Raffaela Panico- intanto non troviamo gli attrezzi delle palestre ma del pilates, inventati dal Sig. Pilates. Gli attrezzi permettono di lavorare in scarico della colonna vertebrale, delle giunture, per cui non si va mai a caricare, infatti, non troviamo dei pesi, ma delle resistenze create da molle e cinghie che ci permettono di fare lavorare tutti i distretti muscolari senza mai stressare il corpo.

Oggi è molto diffuso e anche nelle palestre si esegue la parte del Pilates a corpo libero. Devo dire inoltre che anche molti medici, fisioterapisti, osteopati, adesso conoscono il metodo e lo praticano anche per se stessi. La formazione dell’insegnante è fondamentale. Una persona che si approccia alla tecnica Pilates, deve cercare uno studio specializzato e insegnanti diplomati nelle scuole di formazione accreditate e certificate. Il mio sogno? Quello di continuare a fare il mio lavoro perché è una passione che oramai fa parte della mia stessa vita e che trasmetto ai miei allievi. Il Pilates fa stare bene a livello psicofisico grazie a questa collaborazione tra mente e corpo che è creata attraverso questi movimenti precisi, controllati, tutto è determinato da una grande concentrazione. I movimenti non sono mai ripetitivi o in quantità, sono pochi, però fatti bene, precisi, controllati, guidati dall’insegnante. Dobbiamo considerare che tutto si muove attraverso la respirazione che deve essere controllata. Noi lavoriamo quasi one to one, infatti, il gruppo più grande di allievi è composto di quattro persone, per cui si crea un rapporto fiduciario, per cui, attraverso questo scambio di sensazioni, ma anche di scherzo, io imparo tutti i giorni, per vivere e fare vivere lentamente un benessere fisico e psichico.

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Questa è un'intervista pubblicata il 19-09-2022 alle 10:34 sul giornale del 19 settembre 2022 - 118 letture

In questo articolo si parla di cultura, intervista, Claudio Di Gesù

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