Stefania Pernisco: il mio impegno come ginecologa e sessuologa per una sessualità conosciuta e consapevole

3' di lettura 17/07/2022 - Laureata in medicina e chirurgia con il massimo dei voti presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma si specializza in Ostetricia e Ginecologia al Policlinico Gemelli di Roma che le offre l’opportunità di approfondire la sua scelta.

Giunta a Palermo nel 2000 integra le sue conoscenze in campo sessuologico e psicologico, volte all’ottenimento della consapevolezza delle donne in una stretta collaborazione medico-paziente.
Mi occupo della donna in tutti i suoi aspetti, compresa la sessualità- esordisce così Stefania Pernisco- da noi raggiunta in un raro momento di pausa nel suo studio. Il mondo femminile è molto complesso, la parte emozionale è importante, l’ansia da prestazione, confermo, riguarda anche le donne, e la cosa che mi dispiace enormemente è l’assoluta assenza di consapevolezza, intanto, di come si è fatte. E’ un mondo più oscuro quello femminile perché più interno rispetto a quello maschile, quindi meno visibile, meno conosciuto, se ne parla di meno e c’è molta non consapevolezza. Ho avuto frequentemente degli incontri di preparazione alle relazioni sia emotive sia fisiche, quindi della sessualità, soprattutto in istituti superiori e le risposte sono state entusiasmanti. Avevo messo delle cassette nelle quali inserire delle domande da fare e ho avuto delle richieste incredibili di spiegazioni, di dialogo. C’è molta confusione e c’è scarsa diffusione delle informazioni.
Nelle scuole, a mio avviso, non c’è educazione sessuale - prosegue Stefania Pernisco- vorrei sapere chi si occupa, nel nostro programma scolastico, d’informazione sessuale. Nel programma di scienze si parla soltanto dell’apparato riproduttivo, c’è anche imbarazzo da parte dei professori. In altri stati, negli Stati Uniti, in Inghilterra c’è una grande diffusione perché l’interesse è di ridurre le gravidanze giovanili; soprattutto in Inghilterra, c’è un altissimo tasso di gravidanze anticipate cronologicamente e quindi c’è un interesse a promuovere una sessualità consapevole.

Si dovrebbe cominciare intanto, con un’informazione tecnica perché, soprattutto i maschietti, derivano in paternità precoci, perché sono impreparati. Le ragazze possono avere anche romanticamente e biologicamente un istinto materno più sviluppato precocemente, ma per il maschio arriva molto più tardi.Direi che un’informazione tecnica potrebbe essere già qualcosa- precisa Stefania Pernisco- cui dovrebbe far seguito l’educazione sentimentale, quindi, non soltanto educazione sessuale, in quanto, sarebbe limitante per uno sviluppo sessuale armonico. La piramide di Maslow o gerarchia delle necessità umane, pone al primo livello i bisogni fisiologici della sopravvivenza, cioè mangiare, bere, dormire, e tra questi c’è la sessualità genitale che sarebbe soltanto avere un rapporto.
Tutto ciò accade anche negli animali che non hanno uno sviluppo della corteccia prefrontale, la presenza dell’amigdala e di alcune zone del cervello che ci complicano in maniera più bella, ma più complessa, un’interazione. Nei due livelli sopra, quindi parliamo dell’appartenenza, c’è l’intimità sessuale che è qualcosa di diverso della sessualità genitale, più bella, più completa, e che genera un piacere che non è soltanto genitale ma un piacere complesso e completo fino ad arrivare al piacere totale. Questi passaggi però ci devono essere- conclude Stefania Pernisco- perché bisogna superare il primo step, dobbiamo apprendere (noi siamo animali d’apprendimento) usando il linguaggio e informando, per una sessualità conosciuta e soprattutto consapevole!

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Questa è un'intervista pubblicata il 17-07-2022 alle 16:21 sul giornale del 18 luglio 2022 - 258 letture

In questo articolo si parla di attualità, intervista, Claudio Di Gesù

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