Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitré”: viaggio tra la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano

4' di lettura 02/01/2021 - Nel cuore del Parco della Favorita a Palermo, nei corpi di fabbrica attigui alla Palazzina Cinese, che erano utilizzati a suo tempo come locali di servizio per la servitù dei reali “Borbone”, esiste uno dei musei nazionali più importanti di etnografia: il Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitré”.

Nel cuore del Parco della Favorita a Palermo, nei corpi di fabbrica attigui alla Palazzina Cinese, che erano utilizzati a suo tempo come locali di servizio per la servitù dei reali “Borbone”, esiste uno dei musei nazionali più importanti di etnografia: il Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitré”.

Fondato dal celebre medico e letterato Giuseppe Pitré nel 1909, il museo possiede una imponente e preziosa collezione di oggetti artigianali che raccontano il modus vivendi, gli usi, i costumi e l’arte della Sicilia del passato. Una raccolta frutto di ricerche e di studi a cui Giuseppe Pitré ha dedicato tutta la sua vita.

Nel 1891-92, durante la “Grande Esposizione Nazionale di Palermo”, in occasione della Mostra Etnografica Siciliana, furono esposte per la prima volta le collezioni di Giuseppe Pitré.

Grazie all’interessamento del giurista Empedocle Restivo, venne assegnata la prima sede del museo in Via Maqueda, all’interno dell’edificio scolastico che si trovava nel collegio dell’Assunta. Gli spazi sfortunatamente erano talmente angusti che non consentirono di potere organizzare un percorso espositivo come lo avrebbe voluto Giuseppe Pitré.

Dopo molti anni dalla sua morte avvenuta nel 1916, Giuseppe Cocchiara, professore di antropologia, considerato il continuatore della sua opera, ebbe nel 1934 l’incarico di riorganizzare il Museo Etnografico e nel 1935 il museo fu trasferito nella sua attuale sede, prendendo il nome del suo fondatore.

Il Museo possiede circa quattromila reperti riconducibili tra il XVII e il XX secolo, provenienti dalla preziosa collezione di circa 1500 oggetti di Giuseppe Pitrè, da donazioni private e da collezioni donate dall’ex Museo Nazionale di Palermo, ordinati dentro delle vetrine in diverse sezioni tematiche e distribuite in oltre trenta sale espositive.

Le sale dedicate agli abiti espongono un vasto assortimento di abiti: dai fastosi tradizionali abiti nuziali delle donne di Piana degli Albanesi ai costumi tipici della civiltà contadina. Si trovano anche le ceramiche, le anfore in uso nelle campagne siciliane, grandi giare e lucerne a figure umane.

Si trovano, altresì, attrezzi da lavoro come telai a mano, utensili domestici, mobili settecenteschi, eleganti portantine, strumenti musicali, i decoratissimi carretti siciliani e tanto altro. Degno di nota è il Presepe del Settecento dell’artista trapanese Giovanni Matera.

Di particolare interesse sono gli ex voto commissionati ai “pincisanti”, così chiamati i pittori di immagini sacre, per ringraziare i santi, la Madonna per la loro intercessione nella guarigione da malattia o per grazie ricevute di ogni genere.

Cenno a parte meritano gli oggetti legati alla stregoneria, quali amuleti ed altri oggetti usati per fare sortilegi, che testimoniano un passato dove la povertà e l’ignoranza favorivano le credenze superstiziose che spesso sconfinavano nella “magaria”.

Il museo dispone di una ricchissima e preziosa biblioteca, che conta circa tremila tra volumi, manoscritti originali di Giuseppe Pitré, diapositive, un importante raccolta di documenti, stampe e lettere e di un piccolo teatrino dei pupi di scuola palermitana, con personaggi legati al ciclo della scuola carolingia.

Il Museo Etnografico Siciliano "Giuseppe Pitrè" è il Museo della cultura, un toccare con mano la storia e le tradizione di una Sicilia e delle sue genti, un viaggio tra la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano.

Dopo cinque anni di chiusura per lavori, il 21 dicembre 2020 è stato riaperto il Museo Etnografico Siciliano "Giuseppe Pitrè". Tuttavia il museo non è ancora aperto al pubblico, l’innaugurazione dell’apertura è stata fatta in occasione dell’anniversario dalla nascita di Giuseppe Pitrè avvenuta nel 1841 in una abitazione del quartiere di Borgo Vecchio.

Per tale evento il Comune di Palermo ha organizzato la rassegna “Accendiamo una luce al Museo Pitrè”, performances in streaming direttamente dalle sale del museo. Tra gli eventi in calendario il 3 gennaio 2021 dalle 18,00 alle 19,30 si svolgerà uno spettacolo unico, ricco di emozioni all’insegna delle bellissime tradizioni della nostra terra, e vedrà la partecipazione di un gruppo baluardo del folk siciliano, Angelo Daddelli & i Picciotti, con la loro musica senza tempo, capace di restiuire l’essenza dell’identità dell’isola; la performance del puparo più giovane d’Italia Antonio Cadili e lo spettacolo teatrale portato in scena da Alessia Spatoliatore.

Gli spettacoli saranno trasmessi in diretta streaming ed è possibile partecipare collegandosi ai seguenti link:

https://www.instagram.com/youngandfolk_/

https://www.facebook.com/youngfolk.palermo.3

Indirizzo del MuseoEtnografico Siciliano Giuseppe Pitrè:

Viale Duca degli Abbruzzi 1
90146 Palermo

Apertura: Momentaneamente chiuso al pubblico

Ingresso: Ingresso gratuito

Telefono:

091.7409008 - 091.7409012

Sito web:

http://www.comune.palermo.it/musei/pitre/












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