Pedagogia clinica: una terapia diretta a persone di ogni età con svariate patologie

4' di lettura 05/08/2022 - Alcune professioni sono davvero un po’ particolari, e la pedagogista clinica, nei molteplici aspetti della sua attività professionale, lo è ancor di più. Un’intervista, se pur condizionata da diversi fattori, non ultimo quello da parte dell’intervistato a rendere evidente le proprie capacità, rivela sempre il particolare trasporto e coinvolgimento dello stesso.

Non vogliamo parlare di psicologia dell’intervista, al contrario, della naturale predisposizione di alcuni professionisti intervistati, di trasferire attraverso risposte semplici, la grande passione e amore per il loro lavoro. Incontriamo Caterina Russo, pedagogista clinica, laureata in Scienza dell’educazione, specializzata nel settore clinico, con studio ad Alcamo in provincia di Trapani, ma anche insegnante di sostegno presso una scuola primaria di Custonaci (Tp). La sua accoglienza e il suo sorriso mettono subito a proprio agio, e pensiamo sarà anche così con i pazienti che a lei si rivolgono. Cerchiamo di comprendere senza esitazioni, di cosa e di chi si occupa la pedagogista clinica.

Lo specialista in Pedagogia Clinica - esordisce Caterina Russo- è un professionista che, grazie a metodi e tecniche di verifica e d’intervento propri della pedagogia, svolge attività rivolte a persone di differenti età e con diversi disagi; considerano l’individuo nella sua interezza ed ha come obiettivo quello di attivare e valorizzare, attraverso una relazione pedagogica, potenzialità e risorse. Suo obiettivo è aiutare la persona a trovare in se stessa le risorse per affrontare gli eventi della vita in maniera integrata, vincere ogni disagio, ogni difficoltà, agire consapevolmente con abilità organizzativa, indipendenza e responsabilità. Aiutando a definire il concetto che la persona ha di sé, contribuisce a modificarne preconcetti e limitazioni, nella ricerca del proprio equilibrio e della propria armonia, sostenendo autonomia e indipendenza, accompagnando la persona verso il suo cambiamento e la conquista di nuovi equilibri. Non è uni-direzionale quindi, ma rivolta alla scuola, ai bambini e agli insegnanti, senza tralasciare tutto il personale del comparto scolastico. Non manca l'attenzione alle molteplici situazioni della società: come agli anziani, spesso dimenticati, o alle donne.

La pedagogia clinica è per tutte le età questo è importante perché molti credono che sia solo per bambini. Collaboro con professionisti come i medici di famiglia, pediatri, neuropsichiatri e psicologi, il lavoro di equipe è molto importante. Ho organizzato sportelli di ascolto nelle scuole con la collaborazione dei comuni soprattutto rivolti al problema del bullismo, ho un'esperienza e una formazione rispetto al problema dell'autismo. Mi piace molto lavorare con le famiglie per aiutare sia la coppia in difficoltà ma anche per sostenerli nel ruolo di genitori anche in casi di separazione. Un fiume in piena- Caterina Russo- quando parla della sua attività o meglio delle sue molteplici attività. Una di queste ci ha incuriosito in particolar modo, ed esattamente il progetto Expat.

Questo progetto pedagogico, attivato sul territorio nazionale nel periodo della pandemia, è proseguito estendendo gli interventi ai miei cari siciliani che ormai da anni hanno lasciato la loro amata Sicilia per gli Stati Uniti e che hanno il desiderio di comunicare, liberarsi delle proprie ansie, poter discutere delle proprie problematiche, superare i momenti di solitudine, trovando delle soluzioni per migliorare il proprio stile di vita. È un’opportunità per prendersi cura della propria salute psicologica attraverso terapia online rimanendo quindi comodamente seduti a casa.

Qual è stata la scintilla che ha generato questa voglia incondizionata di dedicarsi agli altri? Sicuramente il mio carattere ma credo che la morte prematura di mio padre (avevo sedici anni) un medico che non solo dedicava la sua professione agli altri, ma condivideva con me l’amore per il suo lavoro, la sua vicinanza agli ammalati. Papà offriva il sostegno morale, il conforto, le cure ai suoi pazienti e inevitabilmente ha trasmesso a me questa predisposizione ad aiutare gli altri a non farli sentire giudicati ed essere liberi di essere ascoltati da chi non da sentenze. Esattamente con lo stesso atteggiamento, sto cercando di trasmettere tutto ciò alle mie due figlie, Vittoria di quattordici anni che frequenta il primo anno del Liceo linguistico e Serena, diciassette anni, che studia Scienze umane. Ci congediamo da Caterina Russo, non senza prima di farci avere gustato le deliziose marmellate agli agrumi fatte dalla mamma ottantacinquenne. Non c’è che dire una delizia, da ogni punto di vista!

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Questa è un'intervista pubblicata il 05-08-2022 alle 07:16 sul giornale del 05 agosto 2022 - 102 letture

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