Frode con i fondi Ue, maxi sequestro a impresa ittica di Caronia

2' di lettura 03/08/2022 - Sequestrati dalla guardia di finanza beni per 700mila euro

I finanzieri del Comando provinciale di Messina hanno scoperto che un’azienda ittica di Caronia ha illegittimamente beneficiato di finanziamenti comunitari, erogati dalla Regione Sicilia, ammontanti a circa 1 milione e 700.000 euro. Le indagini, dirette dalla Procura di Patti e condotte dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Agata di Militello, hanno consentito di fare luce, secondo ipotesi d’accusa, sul comportamento fraudolento del titolare della ditta individuale e di alcuni imprenditori compiacenti, indagati per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

I contributi, orientati alla promozione di una pesca cosiddetta “intelligente”, attraverso l’aumento della produttività ed un migliore sfruttamento delle risorse biologiche marine, erano finalizzati a realizzare un impianto di acquacoltura, con bacini di acqua dolce per l’allevamento di pesci del tipo persico e storione, destinati poi alla successiva vendita. La normativa vigente in tema di erogazioni comunitarie prevede che il beneficiario partecipi, in quota parte e con risorse proprie, alla realizzazione delle opere, appaltando la materiale esecuzione dei lavori a soggetti diversi, con l’obbligo di documentazione delle spese sostenute e di modalità di pagamento tracciabili.

Le investigazioni si sono incentrate proprio sull’esame delle fatture relative al programma d’investimento, inoltrate dalla ditta individuale alla Regione Siciliana a riprova dell’avvenuto sostenimento delle spese. La successiva analisi delle modalità di pagamento e delle sottostanti transazioni finanziarie, tuttavia, non disgiunto all’esame incrociato della documentazione fiscale, ha consentito di svelare un articolato disegno criminoso, congegnato al solo fine di indurre in errore l’Ente erogatore.

In sostanza, il responsabile dell’azienda ittica, grazie anche alla complicità delle ditte appaltatrici dei lavori, in alcuni casi riconducibili a prossimi congiunti, ha rendicontato alla Regione Siciliana il sostenimento di costi ampiamente superiori rispetto a quelli effettivi, facendo risultare come effettuati svariati pagamenti che, nella realtà, non erano mai avvenuti. In altri termini, un “circolo vizioso” di trasferimenti finanziari, appositamente creato per ostacolare eventuali controlli: le somme formalmente pagate agli appaltatori per la realizzazione delle opere venivano ritrasferite al soggetto percettore del contributo, mediante l’impiego di mezzi di pagamento tracciabili, il tutto solo formalmente regolarizzato attraverso fatture per prestazioni mai effettivamente rese.

La Procura di Patti ha quindi chiesto e ottenuto dal locale Tribunale l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo per le ingenti somme indebitamente percepite che ha riguardato liquidità e beni rinvenuti nella disponibilità degli indagati, per un ammontare di circa 700.000 euro.






Questo è un articolo pubblicato il 03-08-2022 alle 11:28 sul giornale del 04 agosto 2022 - 117 letture

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