Il Movimento cristiano lavoratori (MCL): scopriamone insieme le attività, ispirate alla dottrina sociale della Chiesa

3' di lettura 02/08/2022 - A volte, dietro un acronimo ai più sconosciuto, si rivela un mondo di attenzioni verso gli altri, i più fragili, spesso i meno messi in evidenza dalle cronache quotidiane.

MCL è il Movimento cristiano lavoratori e la nostra intervista di oggi è indirizzata al Presidente provinciale Giuseppe Gennuso. Lo incontriamo nella sede di Palermo dove, con fare assolutamente informale, ci tiene subito a precisare, con un gesto di grande attenzione, di essere orgogliosamente originario di Caltavuturo e di detenere ancora in paese la sua residenza. Non ci dispiace dare qualche nota su Caltavuturo: “Un paese incluso nel Parco delle Madonie con poco più di 3500 abitanti, sovrastato dalla Rocca di Sciara e nato come antica roccaforte, si presume in origine bizantina”.

Vi parlo del mio paese-esordisce così Gennuso- perché per me è sempre stato un luogo sereno e ricco d’ispirazione, quella stessa serenità e ispirazione che occorre per svolgere una serie di attività, come le nostre con un’attenzione particolare ai più bisognosi. Sposato, due figlie e nonno di una bimba di due anni, che, ci rivela, essere la sua “ricarica ispiratrice” per un mondo più a misura di uomo.

Il Movimento cristiano lavoratori s'ispira alla dottrina sociale della Chiesa- precisa Giuseppe Gennuso- che va quotidianamente testimoniata. Quest'anno, il Movimento cristiano lavoratori festeggia il Giubileo, esattamente cinquant'anni, infatti, è nato l'otto dicembre 1972 per volere di S. Paolo VI. La struttura fa una grande attività a livello sociale, ma anche attività di servizi, dal Caf al Patronato, al sindacato, sempre con un obiettivo, cioè quello di trattare bene le persone che si rivolgono a noi, testimoniando i valori della dottrina sociale della chiesa, e questa è la nostra missione.

Naturalmente, per cristiano non intendiamo soltanto il cattolico, ma tutte le comunità, dal Bangladesh a quelle delle Mauritius che da noi trovano attenzione per le loro necessità. Il 15% di tutte le nostre entrate è destinato per far del bene, rimettendo all'interno della nostra società parte delle nostre entrate.
Un esempio recente è stato quello di avere donato tre elettrocardiografi al Pronto soccorso pediatrico dell'Ospedale dei bambini di Palermo, e contiamo di proseguire su questa strada.
Un sogno nel cassetto? Sì, continuare a essere testimone costante e continuo nella nostra società, di tutti quelli che sono considerati ultimi, dei fragili, per una testimonianza reale e precisa.
Altre iniziative che porrete in essere a breve?
Stiamo sostenendo tante iniziative di carattere sociale, di alcune diamo pubblicità e siamo vicini a tante famiglie, tante persone, tanti luoghi, tante associazioni, la chiesa, i sacerdoti, le comunità. Per noi il dire è importante, ma il fare lo è ancor di più!

La sede di Palermo, in via Dante è sempre aperta, esattamente qualche giorno addietro abbiamo saputo dello sfratto di una famiglia delle Mauritius e in qualche modo stiamo provvedendo per poterla aiutare. Ci lasciamo con un sorriso e con una porta della sede che continua a rimanere aperta.

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Questa è un'intervista pubblicata il 02-08-2022 alle 21:21 sul giornale del 03 agosto 2022 - 105 letture

In questo articolo si parla di lavoro, intervista, Claudio Di Gesù

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